Aggregatori di notizie: questi i migliori italiani.

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In informatica, il termine aggregatore è un concetto molto diffuso: in linea di principio, gode lo status di aggregatore qualsiasi software o applicazione web che abbia il compito di ricercare informazioni o contenuti frammentati sul web e riproporli in “forma aggregata” per una migliore fruizione.

Vi consigliamo questi 4 assoluntamente da provare:

http://www.indicizza.net/
http://www.newsmark.it/
http://www.drilldown.it/
http://www.pompinotizie.com/

Gennaro D’Auria: il mago che fa la palla!

Lino D’Angiò di Telegaribaldi imita il mago Gennaro D’Auria, proponendo una delle sue ossessioni ricorrenti: la presunta omosessualità di un ascoltatore. Purtroppo la caricatura del Gennarone risulta meno spassosa dell’originale. E’ inoltre evidente che D’Angiò prende spunto dalle numerose clip di Gennaro D’Auria proposte nel corso degli anni dal sito gennarodauria.com. Il mago ha infatti abbandonato la televisione da diversi anni ed ha persino ridotto le dirette sulla mitica Radio Camaldoli Stereo (l’ultima risale all’aprile 2008). Speriamo che questa rinnovata notorietà offerta da Telegaribaldi convinca il solo e autentico Gennaro D’Auria a ritornare da protagonista nel mondo delle televisioni private. Per chi volesse saperne di più sul mago di Torre del Greco visitate www.gennarodauria.com oppure www.gennaro-dauria.com

TeleGaribaldi.com

Denny Fico – Il clone.

Un vecchio slogan pubblicitario recita “che mondo sarebbe senza Nutella?”, Denny Fico l’ ha personalizzato in “che mondo sarebbe senza Denny Fico?”. Da un video del 1998 ecco a voi il clone di Denny Fico. La clonazione era un argomento che interessava molto l’ opinione pubblica in quegli anni e i comici di Telegaribaldi erano sempre pronti a parodizzare temi di ogni genere, e Marco Fasano (nelle vesti di Denny Fico) qui è alle prese appunto col tema della clonazione.

Ciruzzo Tozzi canta “Nunzia”, un cult e un’esclusiva imperdibile!

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Telegaribaldi Old, Ciruzzo Tozzi, un mito per i Garibaldini, il cantante parodia degli emergenti cantanti neomelodici degli anni 90, il testo della canzone è volutamente comico, magistralmente interpretato da un grande Alan De Luca al meglio di se, con un travestimento un po’ Umberto Tozzi un po’ Nino D’Angelo: canta la storia con la sua Nunzia e della spiaggia dove si incontrarono, del mare romanticamente color cioccolato, di quella sabbia di quegli ombrelloni e delle scorze di mellone a far da cornice al loro amore mai dimenticato dallo sfigato Ciruzzo. La storia finisce male, il Tozzi napoletano canta con dolore delle chiacchiere della gente che gli portano notizie che l’amata starebbe con un altro uomo, da qui l’avvincente e fantasiosa frase finale: Leggi tutto “Ciruzzo Tozzi canta “Nunzia”, un cult e un’esclusiva imperdibile!”

L’interrogazione di Veronica.

Veronica, chell ca fatic dint e bborse, ci racconta un suo anneddoto sulla scuola serale che frequenta. Viene interrogata e recita una poesia che tanto poesia non è, ma per lei questi sono dettagli. E nonostante questo fa la sua bella figura coi conduttieri di Telegaribaldi, almeno così crede, salvo poi essere malamente liquidata.

Vergognoso atto di razzismo a Telegaribaldi, un agente italiano Aniello Guardascione tenta di lanciare nel giro che conta l’imitatore tunisino Ali Sasà, ma viene aggredito con epiteti dai conduttieri.

Aniello Guardascione, organizzatore fallito di spettacoli sul territorio campano e Alì Sasà, lavavetri tunisino e imitatore di cantanti conterranei. I due sotto la galleria di Napoli sono un’accoppiata vincente nel mondo dello spettacolo, grazie ad Alì con l’ imitazione di personaggi noti con la supervisione promozione e l’agenzia di Guardascione. C’è però un problema: i due sostengono che i loro spettacoli abbiano come tema principale l’ imitazione di personaggi tunisini, quando in realtà si tratta di imitazioni mal riuscite di famosi personaggi dello spettacolo italiani come in questo caso: Carlo Verdone e Sandro Ciotti. E da qui nascono le solite discussioni tra Alì e i due conduttieri Alan De Luca e Lino D’Angiò di Telegaribaldi, in questo video ascolteremo il solo D’ Angiò come voce fuori campo, i due, persino il De Luca latitante, vengono accusati di razzismo! Omm bell!!! Tien i quallità!!!

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TeleGaribaldi: Geppino da Ercolano e Apelle figlio di Apollo.


Geppino Palla, “e capit chell che dic ij”, opinionista improvvisato coi suoi “grandi perchè della vita”, in questo video del 1998 parla di un’annosa questione che lo assilla, questione che in realtà non è altro che un semplice scioglilingua: Apelle figlio di Apollo. Geppino, parcheggiatore abusivo di Ercolano, analizza parola per parola lo scioglilingua traendone conclusioni a dir poco sorprendenti. Alan De Luca gli fa notare che tiene proprio la capa fresca.

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Telegaribaldi: Titì, la cultura angelica, Antonio il disoccupato e… ci devi credr!!!

Ancora un imitazione di un mago da Lino D’Angiò, questa volta tratto dal vecchio TeleGaribaldi, la finta maga Titì, parodia della Sisì pseudomaga dall’accento francese, molto conosciuta nelle tivù locali un pò tamarre, a far da voce fuori campo il sempre grande Alan De Luca . Titì si avvale della cultura angelica, che funziona solo se ci si crede: tormentone di Titì è la frase “ci devi credere”. Telefona per un consulto Antonio che gli dice che sta cercando lavoro, subito Titì gli indovina il fatto che è disoccupato. Il pover’uomo ha deciso di mettersi in proprio, riferisce alla maga di aver trovato un locale in affitto, al Vomero in via Luca Giordano, zona centralissima, a sole trecentomilalire al mese, Titì dissuade il povero Antonio dall’intento di mettersi in proprio. Lo scopo di Titì era di far fittare il locale in centro ad una sua cugina. Convince Antonio a rimanere discoccupato, facendogli credere che andava incontro al fallimento della sua impresa. Meglio disoccupato che indebitato.

Titì diventa ospite fisso del TeleGaribadi “old”, che, per quanto sia un personaggio parecchio ripetitivo, risulta molto simpatico al pubblico dell’epoca, mentre la prima imitazione del grande Maestro Gennaro D’Auria dopo poche apparizioni non ebbe più seguito. Oggi Gennaro D’Auria è uno dei personaggi più amati di internet, per saperne di più visita www.gennarodauria.com

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L’onorevole Bavoso si ammala di orecchioni in carcere, intanto il suo attendente Melchiorre lo accudisce, l’ex politico fa rivelazioni inquietanti sul destino delle mazzette di tangentopoli.

Intervista shock e in esclusiva all’ex parlamentare di Jamm Italia, partito locace che di ispirazione destrorsa: l’onorevole Bavoso. In un video lo si vede maltrattato in carcere, contagiato dagli orecchioni fa davvero tenerezza, avere questo tipo di infezione nell’età dello sviluppo può provocare danni irreparabili. E’ nell’età dello sviluppo in quato soffre della nota malattica conosciuta come “sviluppo della lumaca” che protrae l’adolescenza fino all’età geriatrica. Si avvale di un attendente personale che, durante l’intervista chiama Melchiorre, che benedice con gesti degni del peggior Razzingher. Melchiorre farebbe tutto ciò perchè l’onorevole gli avrebbe promesso un posto di lavoro scontata la pena. Promessa ingannevole, il buon attendente deve scontare ancora 60 anni di prigione. Gli viene poi domandato che fine hanno fatto le mazzette incassate ai tempi di tangentopoli, in pieno stile forzista nega tutto, “non ha visto una lira” eppure siamo in epoca euro, il denaro a suo dire sarebbe stato speso in gadget enormi costosi e inutili, tipo lo stadio che gli avrebbe chiesto il nipote per giocare a calcetto. Si dice comenque disposto a restituire il maltolto. Con la scusa di cercare il domestico si abbassa e comincia a tirare qualcosa col naso, pare essere cocaina, gli occhi dell’onorevole divengono d’improvviso come due palloni spiritati, altro che calcetto!!! “Altre domande?”

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