TeleGaribaldi: Geppino da Ercolano e Apelle figlio di Apollo.


Geppino Palla, “e capit chell che dic ij”, opinionista improvvisato coi suoi “grandi perchè della vita”, in questo video del 1998 parla di un’annosa questione che lo assilla, questione che in realtà non è altro che un semplice scioglilingua: Apelle figlio di Apollo. Geppino, parcheggiatore abusivo di Ercolano, analizza parola per parola lo scioglilingua traendone conclusioni a dir poco sorprendenti. Alan De Luca gli fa notare che tiene proprio la capa fresca.

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Telegaribaldi: Titì, la cultura angelica, Antonio il disoccupato e… ci devi credr!!!

Ancora un imitazione di un mago da Lino D’Angiò, questa volta tratto dal vecchio TeleGaribaldi, la finta maga Titì, parodia della Sisì pseudomaga dall’accento francese, molto conosciuta nelle tivù locali un pò tamarre, a far da voce fuori campo il sempre grande Alan De Luca . Titì si avvale della cultura angelica, che funziona solo se ci si crede: tormentone di Titì è la frase “ci devi credere”. Telefona per un consulto Antonio che gli dice che sta cercando lavoro, subito Titì gli indovina il fatto che è disoccupato. Il pover’uomo ha deciso di mettersi in proprio, riferisce alla maga di aver trovato un locale in affitto, al Vomero in via Luca Giordano, zona centralissima, a sole trecentomilalire al mese, Titì dissuade il povero Antonio dall’intento di mettersi in proprio. Lo scopo di Titì era di far fittare il locale in centro ad una sua cugina. Convince Antonio a rimanere discoccupato, facendogli credere che andava incontro al fallimento della sua impresa. Meglio disoccupato che indebitato.

Titì diventa ospite fisso del TeleGaribadi “old”, che, per quanto sia un personaggio parecchio ripetitivo, risulta molto simpatico al pubblico dell’epoca, mentre la prima imitazione del grande Maestro Gennaro D’Auria dopo poche apparizioni non ebbe più seguito. Oggi Gennaro D’Auria è uno dei personaggi più amati di internet, per saperne di più visita www.gennarodauria.com

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L’onorevole Bavoso si ammala di orecchioni in carcere, intanto il suo attendente Melchiorre lo accudisce, l’ex politico fa rivelazioni inquietanti sul destino delle mazzette di tangentopoli.

Intervista shock e in esclusiva all’ex parlamentare di Jamm Italia, partito locace che di ispirazione destrorsa: l’onorevole Bavoso. In un video lo si vede maltrattato in carcere, contagiato dagli orecchioni fa davvero tenerezza, avere questo tipo di infezione nell’età dello sviluppo può provocare danni irreparabili. E’ nell’età dello sviluppo in quato soffre della nota malattica conosciuta come “sviluppo della lumaca” che protrae l’adolescenza fino all’età geriatrica. Si avvale di un attendente personale che, durante l’intervista chiama Melchiorre, che benedice con gesti degni del peggior Razzingher. Melchiorre farebbe tutto ciò perchè l’onorevole gli avrebbe promesso un posto di lavoro scontata la pena. Promessa ingannevole, il buon attendente deve scontare ancora 60 anni di prigione. Gli viene poi domandato che fine hanno fatto le mazzette incassate ai tempi di tangentopoli, in pieno stile forzista nega tutto, “non ha visto una lira” eppure siamo in epoca euro, il denaro a suo dire sarebbe stato speso in gadget enormi costosi e inutili, tipo lo stadio che gli avrebbe chiesto il nipote per giocare a calcetto. Si dice comenque disposto a restituire il maltolto. Con la scusa di cercare il domestico si abbassa e comincia a tirare qualcosa col naso, pare essere cocaina, gli occhi dell’onorevole divengono d’improvviso come due palloni spiritati, altro che calcetto!!! “Altre domande?”

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Telegaribaldi: ll professor Pacifico bloccato nel traffico fa “chiò chiò” ad un automobilista che sorpassa a destra, ma poi imita la sua manovra a vigile assente e vai con lo stereo a tutto volume!!!


Il nostro eroe di di Torre Annunziata si trova, come al solito, bloccato nel traffico a Napoli, solita via Marina bloccata e come sua abitudine va in escandescenza, non per nulla è il Professor Pacifico. Questa volta vittima del suo “chiò chiò” è un’automobilista che compie una manovra di sorpasso a destra in presenza del vigile. Intanto da una macchina vicina mettono la musica a tutto volume, a questo punto il professore va su tutte le furie e comincia con i suoi fantastici TIC, ma per non esser da meno appiccia anche lui lo stereo e “mo scass ‘e recchie a tutt quant!!!”.