Vergognoso atto di razzismo a Telegaribaldi, un agente italiano Aniello Guardascione tenta di lanciare nel giro che conta l’imitatore tunisino Ali Sasà, ma viene aggredito con epiteti dai conduttieri.

Aniello Guardascione, organizzatore fallito di spettacoli sul territorio campano e Alì Sasà, lavavetri tunisino e imitatore di cantanti conterranei. I due sotto la galleria di Napoli sono un’accoppiata vincente nel mondo dello spettacolo, grazie ad Alì con l’ imitazione di personaggi noti con la supervisione promozione e l’agenzia di Guardascione. C’è però un problema: i due sostengono che i loro spettacoli abbiano come tema principale l’ imitazione di personaggi tunisini, quando in realtà si tratta di imitazioni mal riuscite di famosi personaggi dello spettacolo italiani come in questo caso: Carlo Verdone e Sandro Ciotti. E da qui nascono le solite discussioni tra Alì e i due conduttieri Alan De Luca e Lino D’Angiò di Telegaribaldi, in questo video ascolteremo il solo D’ Angiò come voce fuori campo, i due, persino il De Luca latitante, vengono accusati di razzismo! Omm bell!!! Tien i quallità!!!

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TeleGaribaldi: Geppino da Ercolano e Apelle figlio di Apollo.


Geppino Palla, “e capit chell che dic ij”, opinionista improvvisato coi suoi “grandi perchè della vita”, in questo video del 1998 parla di un’annosa questione che lo assilla, questione che in realtà non è altro che un semplice scioglilingua: Apelle figlio di Apollo. Geppino, parcheggiatore abusivo di Ercolano, analizza parola per parola lo scioglilingua traendone conclusioni a dir poco sorprendenti. Alan De Luca gli fa notare che tiene proprio la capa fresca.

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Telegaribaldi: Titì, la cultura angelica, Antonio il disoccupato e… ci devi credr!!!

Ancora un imitazione di un mago da Lino D’Angiò, questa volta tratto dal vecchio TeleGaribaldi, la finta maga Titì, parodia della Sisì pseudomaga dall’accento francese, molto conosciuta nelle tivù locali un pò tamarre, a far da voce fuori campo il sempre grande Alan De Luca . Titì si avvale della cultura angelica, che funziona solo se ci si crede: tormentone di Titì è la frase “ci devi credere”. Telefona per un consulto Antonio che gli dice che sta cercando lavoro, subito Titì gli indovina il fatto che è disoccupato. Il pover’uomo ha deciso di mettersi in proprio, riferisce alla maga di aver trovato un locale in affitto, al Vomero in via Luca Giordano, zona centralissima, a sole trecentomilalire al mese, Titì dissuade il povero Antonio dall’intento di mettersi in proprio. Lo scopo di Titì era di far fittare il locale in centro ad una sua cugina. Convince Antonio a rimanere discoccupato, facendogli credere che andava incontro al fallimento della sua impresa. Meglio disoccupato che indebitato.

Titì diventa ospite fisso del TeleGaribadi “old”, che, per quanto sia un personaggio parecchio ripetitivo, risulta molto simpatico al pubblico dell’epoca, mentre la prima imitazione del grande Maestro Gennaro D’Auria dopo poche apparizioni non ebbe più seguito. Oggi Gennaro D’Auria è uno dei personaggi più amati di internet, per saperne di più visita www.gennarodauria.com

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Telegaribaldi: ll professor Pacifico bloccato nel traffico fa “chiò chiò” ad un automobilista che sorpassa a destra, ma poi imita la sua manovra a vigile assente e vai con lo stereo a tutto volume!!!


Il nostro eroe di di Torre Annunziata si trova, come al solito, bloccato nel traffico a Napoli, solita via Marina bloccata e come sua abitudine va in escandescenza, non per nulla è il Professor Pacifico. Questa volta vittima del suo “chiò chiò” è un’automobilista che compie una manovra di sorpasso a destra in presenza del vigile. Intanto da una macchina vicina mettono la musica a tutto volume, a questo punto il professore va su tutte le furie e comincia con i suoi fantastici TIC, ma per non esser da meno appiccia anche lui lo stereo e “mo scass ‘e recchie a tutt quant!!!”.